Le sbarre di una cella. Il codice a barre che spersonalizza. Rende numeri. Non un volto. Al massimo un profilo, un'ombra. Una detenzione perpetua. Una data, come fine pena, non immaginabile. Una data che è un mai. Il diritto di sperare, però, non può essere negato a nessuno. Questo è il sito internet ufficiale del progetto di ricerca THE RIGHT TO HOPE. LIFE IMPRISONMENT IN THE EUROPEAN CONTEXT (553149-EPP-1-2014-ITEPPJMO-MODULE) cofinanziato dall'Unione Europea, il cui più importante obbiettivo è contribuire a far decollare un serio ed appassionato dibattito sull'ergastolo, coinvolgendo Università, istituzioni e società civile.

* Qui subito i due audio-video degli interventi per il progetto del Prof. Paulo Pinto de Albuquerque, Giudice presso la Corte europea dei diritti dell'Uomo di Strasburgo:

- The Human Rights from an European Perspective, 26.10.2015: brochure | audio-video

- Life Imprisonment and the European Right to Hope
8.5.2015: brochure | audio-video; here in English 

* I nostri primi due libri: Ergastolani senza scampo (2016) e I diritti umani in una prospettiva europea (2016)

* Un articolo:

Davide Galliani, The Reducible Life Imprisonment Standard from a WorldWide and European Perspective, in Global Jurist, 1/2016: here

* Delle slides per iniziare:

Reopen the Question. Death Penalty, Life Imprisonment and Constitutionalismhere


Starting point

Vinter and Others v. The United Kingdom, European Court of Human Right, Grand Chamber, July 9, 2013, concurring Opinion, Judge Ann Power-Forde:

"However, what tipped the balance for me in voting with the majority was the Court's confirmation, in this judgment, that Article 3 encompasses what might be described as "the right to hope". It goes no further than that. The judgment recognises, implicitly, that hope is an important and constitutive aspect of the human person. Those who commit the most abhorrent and egregious of acts and who inflict untold suffering upon others, nevertheless retain their fundamental humanity and carry within themselves the capacity to change. Long and deserved though their prison sentences may be, they retain the right to hope that, someday, they may have atoned for the wrongs which they have committed. They ought not to be deprived entirely of such hope. To deny them the experience of hope would be to deny a fundamental aspect of their humanity and to do that would be degrading".

"In ogni caso, ciò che mi ha fatto propendere nel votare con la maggioranza è stato il fatto che in questa decisione la Corte ha confermato che l'articolo 3 ricomprende quello che può essere descritto come "il diritto alla speranza". Non si tratta di altro. La decisione riconosce, implicitamente, che la speranza è un aspetto importante e costitutivo di ogni essere umano. Coloro che commettono le più ripugnanti e vergognose tra le azioni e che procurano indicibili sofferenze mantengono in ogni caso la loro fondamentale umanità e conservano dentro di sé la capacità di cambiare. La loro detenzione può essere lunga e meritata ma conservano il diritto alla speranza che un qualche giorno gli errori che hanno commesso possano essere espiati. Non devono essere deprivati interamente di questa speranza. Negare loro l'esperienza della speranza vorrebbe dire negargli un aspetto fondamentale della loro umanità e questo sarebbe degradante".


Per ulteriori informazioni: Prof. Davide Galliani (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), 
coordinatore scientifico (
cv) - Erasmus + Project Result on: imprisonment)

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